MilleEsettantotto – Storia e promesse di un vino

Usiglian Del Vescovo: storia e promesse di un vino

In un vino come MilleEsettantotto, la memoria si intreccia con la lentezza. Il nome non è solo un’etichetta: è un riferimento all’anno in cui Matilde di Canossa donò il feudo di Usigliano al Vescovo di Lucca, segnando per sempre il destino di queste terre. È nella profondità di questo gesto che si può leggere l’essenza di un vino che racconta una storia antica e la capacità del tempo di trasformare.

Prodotto nel rispetto dell’agricoltura biologica, MilleEsettantotto è l’espressione di un terroir che vive degli equilibri tra mare e collina, tra storia e natura. Le uve, raccolte a mano, vengono vinificate con un percorso che privilegia l’armonia e la chiarezza espressiva. Dopo un affinamento in barriques e anfore, ogni bottiglia diventa un piccolo archivio di stagioni e di pazienza.

Gennaio è il mese in cui questo concetto di attesa trova la sua massima risonanza. Dopo le feste e il brusio dei brindisi, c’è uno spazio più silenzioso in cui riflettere sulla durata delle cose. MilleEsettantotto non è un vino di impatto immediato, ma un vino che si offre con misura: la sua struttura, il suo colore giallo intenso con sfumature oro brillante e verde, il profilo aromatico fruttato e fiorito, tutto parla di equilibrio e profondità.

Proprio come la storia di Usiglian del Vescovo, che ha trasformato un atto medievale in un’eredità millenaria, MilleEsettantotto invita a riconoscere il valore dell’attesa. In un sorso si percepiscono le scelte sapienti di chi ha deciso di rispettare i tempi del vino e del territorio: qui l’attesa non è rinuncia, ma scelta consapevole. E questo rende ogni calice un piccolo viaggio tra passato e futuro.

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